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Eventi metereologici del gennaio 2003 - Comuni di Agnone, Bagnoli del Trigno, Fossalto, Lupara, Mafalda, Petacciato, San Giacomo degli Schiavoni, Santa Croce di Magliano, Tavenna , Toro e Trivento La Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore alla Programmazione, Gianfranco Vitagliano, e dell’Assessore alla Protezione Civile, Filoteo Di Sandro, ha approvato le modalità per l’erogazione dei contributi a favore dei soggetti che hanno la necessità di delocalizzare le proprie unità abitative o ricostruire le stesse in altri siti o con l’acquisto dei nuovi immobili a seguito degli eventi meteorologici del 23, 24 e 25 gennaio 2003 nei territori di Agnone, Bagnoli del Trigno, Fossalto, Lupara, Mafalda, Petacciato, San Giacomo degli Schiavoni, Santa Croce di Magliano, Tavenna, Toro e Trivento (il cosiddetto “Piano per la definizione dei contributi da erogare a favore dei proprietari di immobili distrutti a seguito degli eventi metereologici del gennaio 2003 e non ripristinabili in loco”). Leggi Delibera di Giunta Regionale n. 203 del 21 marzo 2011. Allegato A e Allegato B del Disciplinare di concessione dei contributi previsti dalla D.G.R. n. 203 del 21 marzo 2011. Nei giorni 23, 24 e 25 gennaio 2003 intense precipitazioni piovose hanno interessato il territorio della regione Molise determinando numerose frane, smottamenti, inondazioni oltre che ingenti danni alla viabilita', alle infrastrutture ed al patrimonio edilizio pubblico e privato. A seguito di tali eventi, con Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2003, nel territorio della Regione Molise veniva proclamato lo "stato di emergenza nazionale" ai sensi dell'art. n. 5 Legge 225 del 24 febbraio 1992. Con O.P.C.M. n. 3268 del 12 marzo 2003, il Presidente della Regione Molise veniva nominato Commissario Delegato per l'attuazione degli interventi di prima emergenza diretti al soccorso della popolazione, alla rimozione delle situazioni di pericolo nonché a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi calamitosi, avvalendosi delle strutture tecnico-amministrative della regione, degli Enti locali e delle Amministrazioni periferiche dello Stato. Con successivo Decreto n. 4 del 14 maggio 2003, con il supporto delle strutture operative regionali e dei responsabili degli Enti locali, ciascuno per le materie di propria competenza, il Presidente della regione Molise, provvedeva all'accertamento ed alla stima presuntiva dei danni arrecati dagli eventi meteorologici del 23, 24 e 25 gennaio 2003 nei comuni individuati dal decreto n. 3/2003, suddividendo tali danni in relazione alle varie fattispecie, per i seguenti settori: - agricoltura;
- attività produttive;
- infrastrutture pubbliche e private;
- abitazioni;
- viabilità regionale;
- soggetti ed enti diversi;
- opere idrauliche.
Con riferimento alle principali risorse economiche e produttive regionali, gravi danni hanno riguardato l'area industriale di Termoli, in particolare le aree dello Zuccherificio del Molise e dello stabilimento della Fiat, interessate da notevoli allagamenti causati dalla piena del Fiume Biferno e dai numerosi canali di scolo e bonifica in essi recapitanti.Il fiume Biferno rappresenta uno dei principali corsi d’acqua naturali del territorio regionale. Con origine dalle sorgenti di Boiano (CB), il fiume Biferno, situato nel tratto di costa compreso tra i comuni di Termoli e Campomarino attraversa, per oltre 95 km un vasto territorio regionale, per poi sfociare nel mare Adriatico; il perimetro del suo bacino è pari a circa 264 km. A circa metà del suo percorso è ubicata la diga di Ponte Liscione, considerata una delle principali risorse idriche regionali. L’opera di sbarramento sottende un bacino idrografico di estensione pari a 1043 kmq, con quota di massima regolazione pari a 125,50 m s.l.m. alla quale corrisponde un volume utile di invaso pari a 137 km Mmc. Essa interessa il territorio del comune di Guardialfiera, in sponda sinistra e quello del comune di Larino, in sponda destra, entrambi ricompresi nella provincia di Campobasso.Le principali utilizzazioni della diga riguardano diversi settori: potabile, per l’alimentazione dell’Acquedotto del Basso Molise; idroelettrico, per l’alimentazione di tre centrali poste a valle dello sbarramento; irriguo, per soddisfare i fabbisogni dei Consorzi di Bonifica “Integrale Larinese” e “Basso Biferno e Destra Cigno” e industriale, a servizio del Consorzio di Sviluppo Industriale della Valle del Biferno. Proprio in occasione degli eventi sopra citati, il Gruppo Tecnico e la Struttura Commissariale ex art. 8 comma 1 dell’O.P.C.M. n. 3268/03 hanno provveduto ad elaborare, d’intesa con il Servizio per la Protezione Civile, la predisposizione del “Piano di Laminazione del fiume Biferno” ex Direttiva P.C.M. del 27 febbraio 2004 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allestimento regionale e nazionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile” con indicazioni utili alla definizione degli interventi di sistemazione idraulica e di messa in sicurezza sulla stessa asta fluviale. Quadro normativo di riferimento
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