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L’esigenza di realizzare una Rete Sismica Regionale è palesemente deducibile
dallo studio della sismicità del Molise. In relazione alla sezione molisana
della Catena Appenninica è possibile trovare, in Letteratura, una certa
abbondanza di dati stratigrafici, ma la disponibilità di dettagliate analisi
strutturali è tuttora carente. Ciò ha spesso comportato, per la regione in
esame, l’elaborazione di ricostruzioni tettoniche differenti o addirittura
contrastanti. A dispetto di ciò, il territorio molisano risulta possedere un
elevato interesse in ambito sismogenetico, non solo per il ricordo di eventi
sismici storici, estremamente distruttivi, avvenuti all’interno dei propri
confini, ma anche perché risulterebbe essere una sorta di “zona di interferenza”
tra le strutture laziali-abruzzesi - precedentemente descritte - e quelle
campane, in seguito alla presenza di alcune zone a scorrimento “fuori sequenza”.
Il Centro Nazionale Terremoti
dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che, ai sensi del D.L. del
29 Settembre 1999, n° 381, art. 2 comma 1, lettera (c), “… svolge funzioni di
sorveglianza sismica e vulcanica del territorio nazionale e di coordinamento
delle Reti Sismiche Regionali e Locali”. Attraverso la stipula di un’opportuna
Convenzione, il Servizio per la Protezione Civile della Regione Molise - a causa
dell’oggettiva necessità di poter monitorare l’attività sismica presente nel
nostro territorio per scopi preventivi e gestionali - intende istallare una Rete
di Monitoraggio Sismico a scala Regionale in stretta collaborazione con il
C.N.T. (Centro Nazionale Terremoti) dell’I.N.G.V. (Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia), al fine di realizzare un coordinamento per seguire il
progetto dalle varie fasi preliminari (studio delle locazioni più adatte dove
ubicare i punti stazione, costruzione dei pozzetti per i sensori, posa in opera
delle stazioni sismiche, taratura e calibrazione dei sensori, ecc.) a quella di
raccolta ed elaborazione dei dati. Una volta ultimata la Rete, tali dati saranno
disponibili dalla Regione Molise in tempo reale, permettendo anche
un’integrazione tra i dati raccolti localmente con quelli appartenenti ad altre
reti (Rete Internazionale MedNet, Rete Sismica Nazionale dell’I.N.G.V., altre
reti locali sia fisse che temporanee, ecc.), al fine di realizzare, con una
certa continuità, un monitoraggio dell’aggiornamento delle condizioni
sismotettoniche della Regione Molise, necessario per la compilazione – tra
l’altro – delle mappe di hazard sismico e della conseguente revisione della
classificazione sismica.
Il Progetto preliminare per
l’istallazione della Rete di Monitoraggio Sismico a scala regionale prevede la
sua completa messa in opera nel giro di circa 3-4 anni. Tale Rete sarà ritenuta
completa con l’installazione di circa 12 punti stazione. Tali punti stazione
andranno ad implementare quelli già esistenti della Rete Sismica Nazionale dell’I.N.G.V.
nonché l’unico punto della Rete MedNet (Carovilli) presenti sul territorio
regionale. I sistemi di acquisizione di ogni stazione, messi a disposizione dal
C.N.T., saranno costituiti dalle stazioni sismiche GAIA2 dell’I.N.G.V.. Il
Progetto preliminare per l’istallazione della Rete di Monitoraggio Sismico a
Carattere Regionale è stato approvato della Giunta Regionale con Delibera n°
1467 del 20/09/2006.
In tempi immediatamente
successivi sono iniziati i sopralluoghi, sull’intero territorio regionale,
finalizzati all’identificazione di probabili siti da ritenere idonei
all’istallazione di una stazione sismica della Rete Regionale. Pur tenendo conto
che nel progetto presentato il numero delle stazioni sismiche della Rete era
stato fissato a (circa) 12, è stato effettuato un numero maggiore di
sopralluoghi sia perché qualcuno dei siti identificati potrebbe rivelarsi non
idoneo strumentalmente (a causa di eventuali presenze di amplificazioni
litologiche o dovute a sedimenti, oltre che per un imprevisto alto rumore
antropico), sia perché alcuni dei siti identificati potrebbero in futuro essere
utilizzati dal C.N.T. per incrementare, nella nostra Regione, il numero delle
stazioni della Rete Sismica Nazionale gestita dall’I.N.G.V.. In questo secondo
caso, naturalmente, tali siti non rientrerebbero in quelli della Rete Regionale. |
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I criteri adottati per
l’operazione di identificazione dei siti, ordinati nelle rispettive
priorità considerate, possono essere riassunti come segue:
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Ubicazione ritenuta
a basso rumore antropico, sufficientemente distante da strade ad
alta percorribilità, ferrovie, luoghi particolarmente frequentati,
eccetera;
-
Ubicazione in
proprietà pubblica (Amministrazioni Locali o Ecclesiastiche);
-
Ubicazione
(preferibilmente) su roccia affiorante;
-
Ubicazione
(preferibilmente) al coperto, in vani siti a pianterreno o in
seminterrati, discretamente lontani dal centro abitato.
Mediante l’attuazione
dei precedenti criteri sono state fino ad ora individuate più 40
ubicazioni (in 32 differenti territori comunali) ritenute possibilmente
idonee all’istallazione delle stazioni della Rete di Monitoraggio
Sismico a Scala Regionale, più o meno equamente suddivise tra le due
Province. Tale suddivisione si è resa necessaria in quanto la Provincia
di Campobasso, pur essendo più estesa, presenta un territorio
geologicamente meno idoneo all’istallazione di stazioni sismiche, con
ampie zone sedimentarie ed ad elevata presenza argillosa. Inoltre, si è
deciso di non prevedere istallazioni nei centri con maggiore presenza di
persone (Campobasso, Termoli, Isernia, Venafro, Bojano, Larino), che
sono stati però idealmente “circondati” da una serie di ubicazioni
opportunamente definite e a questi prossime. Proprio in questi giorni si
stanno realizzando, sui siti precedentemente individuati e ritenuti
probabilmente idonei, i relativi sopralluoghi strumentali, nel corso dei
quali una stazione sismica completa viene lasciata in acquisizione
continua per un periodo - variabile a seconda dei casi - compreso fra 1
e 7 giorni, per confermarne scientificamente la reale possibilità di
utilizzo.
La geometria della probabile Rete Sismica Locale è
stata inoltre pianificata tenendo conto delle stazioni già esistenti (o
in previsione di esistere) della Rete Sismica Nazionale dell’INGV, della
situazione sismogenetica molisana - preferendo ubicazioni in prossimità
delle faglie principali presenti e nelle zone in cui si sono verificati
eventi sismici più intensi e/o con maggiore frequenza - e della
localizzazione dei ponti radio principali previsti nel progetto della
Rete Radio Regionale
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