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Campagna AIB

 incendi

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Gli incendi boschivi costituiscono una delle minacce piu' gravi alla conservazione del patrimonio forestale esistente in Molise in quanto, anche se non deteriorano interamente la copertura forestale, ne riducono la funzione protettiva, favorendo quel processo di erosione tanto temuto su un territorio a forte necessità di vincolo idrogeologico.

Il fenomeno, di per se' spiegabile con atti dolosi come nella restante parte d'Italia, nell'ambiente rurale si giustifica con la tradizionale bruciatura delle stoppie, pratica molto diffusa in regione, che normalmente viene effettuata senza la dovuta forma di precauzione e di controllo, nonostante il divieto vigente per tutto il periodo estivo.

Ad incentivare gli incendi, inoltre, è la mancanza di costanti pratiche selvicolturali nelle aree montane o interne e soprattutto l’abbandono delle terre con conseguente perdita di un’adeguata manutenzione del territorio. Un aspetto preoccupante quest’ultimo, soprattutto nell’Alto Molise e nel Molise Centrale caratterizzato dalla forte espansione delle boscaglie di neoformazione. Il processo di rapida ricolonizzazione degli abbandoni, se da un lato ha sull’ambiente conseguenze positive, soprattutto in termini di protezione del suolo, dall’altro facilita l’innesco degli incendi, a causa della materia vegetale che facilmente prende fuoco.

Il patrimonio forestale della Regione Molise si estende per una superficie di circa  144.000 ettari  ed e' costituito da una dominante presenza di boschi cedui destinati ad essere periodicamente tagliati. I faggi, gli abeti bianchi delle foreste montane lasciano il posto, nelle zone di media montagna e di alta collina agli aceri, ai frassini, ai carpini, ai sorbi, ai lecci ed ai castagni, ma soprattutto al cerro, che qui si giova di condizioni molto favorevoli che gli consentono di formare fustaie dense e quasi pure. Nelle zone più basse del Matese le querce poderose, sparse un po’ ovunque ai margini dei seminativi o in prossimità di case rurali, rappresentano tratti superstiti di quello che era un tempo il maestoso querceto pedemontano di roverella.

Lungo le rive del Sordo, del Carpino e del Cavaliere, nel cuore della Pentria, troviamo diffuse formazioni forestali dominate dai salici, dal pioppo bianco e nero e dall’ontano nero, mentre le praterie non utilizzate a prato pascolo sono ricoperte di ginestre odorose, di ginepro e prugnolo.

Deve inoltre essere considerato quello che tecnicamente viene definito “incendio di interfaccia”, cioè la possibilità del propagarsi di un incendio, originato in area di bosco, all’interno dei perimetri urbani. A questa tipologia di rischio sono soggetti quasi tutti i centri abitati e le infrastrutture pubbliche presenti nella regione. Per organizzare un’efficace azione preventiva, di preparazione e di risposta agli incendi di bosco, con Legge n. 353 del 21.11.2000 il Parlamento ha provveduto a riordinare le funzioni ed i compiti che, a diverso titolo, lo Stato , le Regioni e gli enti locali sono chiamati a svolgere in materia. In Molise tale normativa è stata recepita attraverso la Deliberazione di Giunta Regionale n. 728 del 31.05.2004 di approvazione del Piano Regionale pluriennale 2004 – 2006 di previsione e prevenzione degli incendi boschivi.

Il Piano, oltre ad analizzare le condizioni di rischio del territorio regionale, definisce il modello di intervento, cioè le azioni ed i compiti che le varie componenti e strutture operative del sistema regionale di Protezione Civile devono attivare in modo coordinato per l’avvistamento, l’allertamento, lo spegnimento e la bonifica degli incendi boschivi.


Il Servizio regionale per la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale dello Stato, le Prefetture, le Province, le Comunità Montane, i Comuni ed il Volontariato di Protezione Civile, attraverso tale strumento, hanno concordato le varie attivita' da mettere in campo in modo integrato e coordinato.

Elemento fondamentale del modello di intervento e' l'impiego dei mezzi e delle attività delle strutture operative regionali per lo spegnimento diretto da terra degli incendi boschivi. L’intervento con i mezzi aerei è assicurato dallo Stato tramite il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile - Centro Operativo Aereo Unificato (COAU), sulla base di una procedura nazionale, oltre che dai mezzi aerei dei Vigili del Fuoco. 


Tale modalità di gestione, combinata con una capillare attività di avvistamento, con l’impegno del volontariato, consente di intervenire con tempestività sugli incendi, minimizzandone l’estensione ed il coinvolgimento dei centri abitati, con costi molto contenuti, in rapporto ad altri ambiti territoriali nazionali. Il principale strumento operativo, previsto dal modello di intervento della Regione Molise, è costituito dalla Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP), di cui all’art. 7 della Legge 353/2000 attivata presso il Servizio regionale per la Protezione Civile, e preposta al coordinamento delle azioni di lotta attiva agli incendi boschivi in periodi di elevata pericolosità. In essa operano, in stretto coordinamento fra loro, funzionari ed operatori del Servizio, del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco e del Volontariato di Protezione Civile. Il modello di intervento regionale sopra descritto è stato ulteriormente affinato a seguito dell’esperienza maturata durante la campagna anti incendi boschivi dell’estate 2007, particolarmente impegnativa anche in Molise.

Infatti, il territorio molisano, unitamente alle regioni del Centro-Sud, è stato oggetto di dichiarazione di stato di emergenza nazionale con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27.07.2007. Con successive Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri (3624/2007 e 3680/2008), sono state assegnate risorse finanziarie per i soggetti privati danneggiati e sono state definite disposizioni ed azioni per completare, anche nel territorio regionale, il catasto delle aree percorse dal fuoco e per elaborare, da parte dei Comuni, i Piani di Emergenza per gli incendi boschivi e di interfaccia. Il Servizio per la Protezione Civile, nel corso del 2008, ha provveduto ad attuare sia le misure organizzative previste dalle Ordinanze Ministeriali citate, sia le procedure definite nel modello di intervento del piano regionale di previsione prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi. In particolare, il Servizio ha potenziato le dotazioni tecniche delle strutture operative e del Volontariato di Protezione Civile mediante l’acquisto di moduli specialistici, al fine di potenziare la capacità di intervento.